Zèphyr - Ritual Meditation Sound

I SUONI DELL’ANIMA, tutto potrebbe gravitare attorno a questa espressione, facendo riferimento alle vibrazioni che ognuno di noi ha dentro. Più che ad uno spettacolo o un concerto si potrebbe ipotizzare un rito collettivo, dove la vibrazione intesa come suono prende il posto della parola e della forma canzone, per comunicare su altri piani e altri canali. Questo perché convinti che le suddette vibrazioni in alcuni casi sono in grado di cambiare lo stato delle cose più delle parole stesse. Questo bene si esprime attraverso i canti sciamanici e dei guaritori di tutte le culture tradizionali che utilizzavano e utilizzano formule magiche a scopi terapeutici. Ormai è acclarato dalla scienza che il suono può influenzare l'acqua, cambiandone la composizione molecolare. In questi termini la ricerca potrebbe affondare le radici negli antichi canti primordiali, per l’appunto, scevri del verbo inteso come parola concettuale o concetto ragionato, dove la parola assume il significato di formula che diventa chiave di accesso a stadi inconsci e che muove energie di canali sottili. Dai mantra indiani al più semplice reiterare e catartico “Lalaleddu” del famoso canto grecanico, per poi passare ai canti armonici dei mongoli e non per ultimo le litanie cristiane e i canti gregoriani o il ritmo ossessivo della tammurriata, tutto sicuramente si esprimeva, posizionandosi su frequenze consone a modificare il sistema cellulare dei corpi investiti. L'obiettivo sarà quello di sperimentare il potere vibrazionale del suono, osservando una possibile armonizzazione dello “spirito” dei partecipanti. Creando un flusso di interscambio circolare di energia, atta alla quiete e al rilassamento nella prima parte per poi stimolare un impulso di movimento liberatorio, concretizzato nella danza, nella seconda fase. Attraverso un gioco di equilibrio di armonia, intreccio melodico e ritmo.

 KAIROS

(καιρός)

 "Elogio della lentezza"


In un periodo storico di grandi incertezze ed inganni, nasce "KAIROS", il nuovo e originale spettacolo dell'artista Biagio Accardi. Il tempo sembra scorrere troppo velocemente, affinché la gentesi renda conto di ciò che sta accadendo attorno loro. Una società che toglie il respiro, un sistema che non è fatto su misura di uomo. Accardi in questo spettacolo cambia veste e si fa portavoce dei problemi della gente. Attraverso la recitazione e la musica (con i suoi testi originali), racconta la rete d’inganno in cui tutti rischiamo di venire imbrigliati. L’artista smaschera i nefasti sotterfugi legati al mondo del lavoro, gli ideali del falso benessere che hanno fatto perdere alla gente la semplice comprensione del bello e delle cose vere, togliendo gli la possibilità di essere felici. Le politiche delle multinazionali, che ci controllano, ci annientano e letteralmente avvelenano la nostra vita, vengono spacciate come indispensabili per la crescita economica e per il nostro benessere. Invertire questo sistema è possibile, adottando uno stile di vita rispettoso dell’ambiente e iniziando ad allontanarsi dai vecchi e logori schemi politici, economici e sociali. Gli antichigreci utilizzavano due parole per definire il tempo: Kronos e Kairos. La prima parola si riferisce al tempo logico e sequenziale, mentre la seconda rappresenta un tempo di mezzo, un momento in cui qualcosa di speciale sta per accadere. “Kairos” rappresenta quindi il tempo propizio per agire, quel momento è ora! Questo spettacolo vuole essere un'opportunità per cambiare le cose, iniziando danoi stessi. Accardi offrirà, durante la sua recitazione, spunti di riflessione importanti attraverso la musica e i racconti. L’attore apre il sipario su una nuova consapevolezza della vita, che passa attraverso la responsabilità sociale delle nostre scelte.


Cantu, Cuntu ...e mi ni fricu !

“CANTU E CUNTU” è uno Spettacolo realizzato con le tecniche dei cantastorie. Figura della cultura popolare che si spostava nelle piazze per raccontare, con il canto,  una storia o una leggenda che spesso veniva attualizzata. 

Lo spettacolo è un "viaggio" attraverso la musica e i racconti che accompagnavano l’uomo in un contesto rurale che ormai sta scomparendo;  in quel tempo in cui la "Musica" cullava i bimbi con le melodie delle ninne nanne, rendeva magiche le serate ritmando le fiabe e usciva in strada con gli stessi  per rallegrare i loro giochi attraverso le filastrocche… “gallinella zoppa zoppa quante penne tieni ‘n coppa, e ne tieni ventiquattro…uno, due,tre e quattro” …la "Musica" era il mezzo per esprimere le pene del cuore e le fatiche dei campi, la rabbia e le oppressioni dei popoli. 

Il cantastorie, allora cantava e cuntava girando di piazza in piazza, come fa ancora oggi…per non perdere la memoria! 

“Servo vostro e con devozione saluto stà bella popolazione (per il momento)”!

                                                                                  Biagio Accardi

Note Informative: Biagio Accardi da anni è impegnato nel recupero delle tradizioni etno-musicali, studiando e sperimentando, nel tempo, mezzi e modi sempre nuovi per arricchire il proprio lavoro.

Nello spettacolo "Cantu e Cuntu" oltre alla voce e alla chitarra, vengono utilizzati il tamburello e la lira , mentre l'uso della maschera nella seconda parte dello spettacolo, rimanda chiaramente alla Commedia dell’Arte.

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INTESTAZ. 1