"RESET ...Appunti per un nuovo romanzo e un nuovo mondo" di Biagio Accardi

Arriva la primavera, qualcuno dice che è la stagione più gaia. L’autunno invece ad altri rende l’animo triste. Auro nacque in inverno, che per molti è la stagione ancora più triste.

“A me tutte le stagioni vanno bene” disse Diana mentre si accarezzava la cresta che portava sulla testa.

“ E se c’è qualcosa che non va divento vapore” continuò, “Mentre se il mio cuore parte a stento, lo metto in una soluzione di alcool e zenzero e sto ! “

Auro viaggia su di una carrozzella, anzi, gli altri vedono una carrozzella, per lui è una carrozza di lusso trainata da invisibili cavalli di nobile razza.

“Tu  di che razza sei?” chiese a Diana dopo un lungo silenzio. “In che senso di che razza sono ?” replicò lei. “Si, da che stirpe discendi ?” chiarì Auro.

Allora Diana raccolse tutti i pensieri e rispose : “Sono una piccola donna. Sono una piccola donna che vibra dinanzi alle piccole cose. Per cui appartengo alla razza degli esseri sensibili che popolano il pianeta.

Passeggiavano sul molo di Brest con il bavero alzato per ripararsi dal freddo, Auro sulla sua inseparabile carrozzella. “Poi se il cielo è grigio e il cuore è sereno che fa?” riprese Diana.

Auro ripeteva in testa le parole. Parole che un giorno sarebbero state come capelli bianchi e cappelli consumati. Ne era sicuro. Avrebbe ricordato bene tutte le parole ma non come batteva il suo cuore.

Entrarono in un bistrot che profumava di buon cibo. Ad un tavolo un gruppo di ragazzi intonavano canti e si scambiavano sorrisi, con l’energia tipica della gente che abita sul mare. Al bancone c’è una cameriera, una donna dell’est Europa, fischiettava facendo finta di essere felice. Era maritata con lo spacciatore di gallette di grano saraceno: il titolare del bistrot. In un angolo della sala una piccola orchestrina fa esplodere un tipico canto bretone. I corpi lì presenti iniziano a muoversi in una danza sinuosa e atavica. 

La danza serve per sentirsi vivi ed il cuore leggero, per tempestare il suolo di pedate e vedere cadere gocce di sudore sulla faccia, pensa Diana. Poi la danza si trasforma in catarsi e tutto diventa un vortice. 

Auro danza dentro, pensa che bisogna sempre ricordare chi siamo , cosa facciamo e qual’ è il nostro importante ruolo su questa Terra. In ogni caso darsi la possibilità di cambiare, se questo ci fa stare meglio: cambiare abitudini, atteggiamento, la disposizione dei mobili, il modo di fare colazione, gli abiti, la pettinatura. E se non riusciamo con il nostro corpo e i nostri arti, possiamo sempre farlo con la fantasia. Questo potere non potrà mai togliercelo nessuno.   Auro sa bene di cosa possiamo fare a meno. Sa che bisogna scoprire ogni giorno la gioia. In un cielo stellato, ascoltando il fruscio che fanno le foglie in un bosco. Che bisogna essere presenti, avere attenzioni per ogni piccola parola o gesto. In ogni sguardo si potrebbe scoprire l’alba.

Mentre nel bistrot ormai quasi tutti erano andati via, la festa è finita, Amen !